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Vaccini causano malattie autoimmuni e cancro.





Studio non smentito
Uno studio che, allo stato attuale, non risulta smentito e che quindi mantiene la sua validità, lanciando un allarme tra le famiglie indecise sul da farsi relativamente alla vaccinazione dei propri figli. Allarme che, però, non è stato colto dai luminari scienziati che giornalmente vanno in Tv difendendo l’innocuità dei vaccini attraverso più dogmi di fede che effettiva conoscenza di tutte le ricerche svolte sull’argomento in questi anni.

I vaccini servono o non servono?
Non è questo il punto in questione, il problema è un altro: i vaccini sono stati effettivamente testati in modo da escludere qualsiasi relazione con lo sviluppo di malattie autoimmuni?

La risposta è altrettanto semplice e a portata di tutti: no. Basta informarsi sulle modalità con cui vengono svolte le analisi per testare gli effetti dei vaccini sulla salute dei bambini.

Infatti, l’osservazione sugli effetti dei vaccini avviene soltanto nelle prime ore e nei primi giorni successivi alla somministrazione e non in un arco di tempo molto lungo. E’ palese che le eventuali malattie autoimmuni che i vaccini potrebbero causare non si manifestano dopo poche ore dalla somministrazione o dopo qualche giorno.

Problema alluminio
E’ l’alluminio il maggiore indiziato per quanto riguarda i problemi di salute che i vaccini possono causare. Tanto che sono allo studio delle soluzioni diverse. Certo è che se la scienza con la S maiuscola cerca alternative all’alluminio come agente adiuvante qualche problema ci sarà. Anche se poco cambierà nel caso di soluzione del problema, dato che l’assoluta necessità di agenti adiuvanti per stimolare il funzionamento dei vaccini è fondamentale e rimarrà comunque causa di infiammazione che è possibile causa di reazione autoimmune.

Alluminio sì, ma anche materiale genetico
Altro elemento messo sotto accusa è la presenza di materiale DNA estraneo all’interno dei vaccini. Quali effetti hanno questi residui di DNA inoculato sulla salute umana?

Ricordiamo che i vaccini vengono prodotti in linee cellulari fetali umane ed è per questo che contengono alti livelli di contaminazione di DNA fetale.

Questi “residui” sono stati oggetto di studi da parte della biologa Deisher dimostrando che il DNA presente nei vaccini può portare ad una ricombinazione con il materiale genetico di chi accoglie il vaccino rendendolo più soggetto ad eventi cancerogeni e patologie autoimmuni.


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