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E' caccia alla medicina degli sciamani - Arresti e perquisizioni in Germania!

IN NEANCHE 45 GIORNI 
DUE INTERVENTI DELLA POLIZIA TEDESCA CONTRO AYAHUASCA INTERNATIONAL




Articolo di Alberto José Varela:


Prima a Berlino ora a Colonia. 
Decine di poliziotti operativi per impedire alla gente di fare uso di Ayahuasca a scopo curativo.

Nonostante ci perseguitino come se fossimo delinquenti, intuisco che queste operazioni di polizia avvengano per pura ignoranza (finora) delle autorità tedesche che ancora non hanno capito che l’Ayahuasca non è proibita, non è una droga e non danneggia la salute. 




Non mi viene da pensare che lo facciano con cattive intenzioni o che siano effettivamente contrari all’uso di rimedi amazzonici che aiutino milioni di persone in maniera naturale.

In tal senso, siamo grati alla polizia per la loro preoccupazione nel salvaguardare la popolazione da possibili frodi, sette o uso di sostanze pericolose, per questo stiamo collaborando dicendo loro tutta la verità su quanto facciamo, e non soltanto su verbali di polizia, ma attraverso tutti i media di comunicazione di cui disponiamo.

9 anni fa in Spagna, a causa della mia detenzione di 14 mesi (per aver usato Ayahuasca nei ritiri) ha avuto inizio una campagna di persecuzione in tutto il paese, nella quale vennero organizzate oltre 100 operazioni di blocco e citate a giudizio diverse persone che possedevano Ayahuasca o che la ricevevano per posta. 


Nemmeno uno di quei casi ricevette una condanna, o perché le cause vennero archiviate per mancanza di prove, o perché vennero assolti, come fu nel mio caso, che subii un processo verbale e pubblico di 4 giorni, durante il quale non si poté dimostrare nessuna colpa. 

Con la mia assoluzione anche lapersecuzione generale ebbe fine, dato che per la prima volta si era venuto a creare un precedente penale conAyahuasca, senza tuttavia poter dimostrare scientificamente o tecnicamente che fosse una droga che danneggiasse la salute!







Per tale ragione, l’uso di questo meraviglioso rimedio naturale proliferò in Spagna, con benefici per la salute fisica e psichica di migliaia di persone. 








Attualmente, oltre alla nostra organizzazione, girano anche un centinaio di sciamani in visita in Spagna e in Europa, che portano Ayahuasca e la danno con risultati sorprendenti.

Altri paesi, prima di perseguire o mettere in moto processi molto costosi, verificano per bene di cosa è composta l’Ayahuasca, a cosa serve, che effetti genera ecc. come nel caso della Svizzera. 



In un comunicato scritto le autorità svizzere hanno decretato quanto segue:



"Gli unici paesi in cui l’Ayahuasca è esplicitamente proibita sono l’Argentina e la Francia.


Il nostro staff di avvocati ci tiene informati permanentemente sulla legislazione di ogni paese e ci prepara uno status legale a misura di legge di ogni paese che visitiamo, per confermarci la possibilità di sviluppare le nostre attività di ritiri di evoluzione interiore con uso terapeutico di Ayahuasca legalmente, dato che la nostra impresa è costituita in maniera legale."





Cosa succede quando arriva la polizia ad un ritiro di Ayahuasca?




È ammirevole l’atteggiamento che hanno i partecipanti tedeschi e i facilitatori quando arriva la polizia, innanzitutto perché si tratta di vere e proprie retate – nelle quali sono impiegate decine di poliziotti – alla ricerca di droga, soldi, guru o capi di sette, ma che trovano soltanto gente normale, senza armi né droghe o alcol, ma solo con un sano bisogno di curare le proprie ferite o in ricerca di una connessione spirituale sincera. 

La reazione di molti poliziotti è palesemente di sgomento, sui loro volti si dipinge la domanda: “Ma che cosa stiamo facendo qui?” 


come a dire: “Questa gente sta facendo terapia, non c’è traccia di attività criminale” e nonostante vengano ammanettati, sbattuti faccia a terra come se fossero criminali, dopo aver preso le testimonianze e fatto molte domande, i partecipanti restano molto tranquilli al ritiro; la polizia arresta ai responsabili dell’organizzazione che sono lì in quel momento, ma i facilitatori rimangono e continuano con il ritiro come se non fosse successo nulla, ovviamente senza Ayahuasca, poiché la polizia confisca tutto, soldi, computer e tutti i prodotti che trovano. 

Per tanto il ritiro cambia tonalità, si condivide l’esperienza, si integra il fatto che la sessione sia stata interrotta e si fa uso di altri tipi di medicina naturale che abbiamo con i quali si possono ottenere diversi stati di espansione di coscienza.


Dopo alcune ore di deposizione, gli incaricati del ritiro vengono liberati e possono far ritorno al ritiro per continuare con il processo, il “proprio” processo e quello dei partecipanti, sebbene senza Ayahuasca e con po’ di spavento in corpo, ma totalmente disposti a continuare con il lavoro, accettando quanto accaduto.







LA MAGGIOR PARTE DEI FACILITATORI ACCOGLIE L’ESPERIENZA CON LA POLIZIA COME SE FOSSE STATA UNA TOMA DI AYAHUASCA. NE ESCONO PIÙ FORTI E CON UNA GRANDE COMPRENSIONE DI QUANTO ACCADUTO.








È innegabile che una dura lotta prenda atto con la paura, ma sapendo di non star facendo nulla di illegale non abbiamo motivo di fermarci, né hanno motivo di fermarci. Dopo il ritiro di Berlino, circa 30 giorni prima, la prima retata, la scorsa notte a Colonia si è ripetuta la scena, annunciando inoltre che continueranno a presentarsi ad ogni ritiro che facciamo. 

Ognuna delle retate che fanno mette in moto un processo penale che seguiamo con avvocati molto bravi. Era successa una cosa simile anche in Belgio, qualche mese fa. Il processo è ancora in sospeso, senza soluzione.




Attendiamo che le autorità tedesche e belga, possano fare luce sull’uso terapeutico di Ayahuasca e di quanto questa meravigliosa pianta stia facendo per la salute di milioni di persone. Ai nostri ritiri vengono giudizi, politici, poliziotti, e persone di alta carica governativa, tutti sanno di trovarsi di fronte ad un rimedio naturale di inestimabile valore per la salute e il benessere, tutti loro sono testimoni che lungi dal creare dipendenza, l’Ayahuasca libera da essa. Se invece di perseguirla la sostenessero potrebbero porre fine in maniera più veloce ed efficace, oltre che salutare, con il problema del narcotraffico e le droghe pesanti.


Alberto José Varela



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