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FULMINI A COMANDO CON IL LASER

Articolo di NoGeoingegneria


E’ l’uomo oggi a vestire i panni di Zeus, dio del cielo, a cui i greci attribuivano poteri supremi, tra di questi quello dirigere gli eventi atmosferici. Era infatti il re del tuono e dei fulmini, mediante i quali manifestava la sua approvazione o meno. Sta diventando l’uomo il dio del tempo, controllando fulmini, piogge e venti. 
Poco si sa della vera dimensione dei poteri acquisiti. Non è difficile da immaginare che la reale dimensione delle ricerche ( sopratutto di stampo militare) vada molto oltre le confessioni.

Controllare i fulmini? Forse ora si può?

Il Colonello Giuliacci risponde.

“Controllare l’atmosfera è pura fantascienza, ma forse almeno nel prossimo futuro riusciremo ad “addolcire” qualche fenomeno atmosferico” scrive il colonello e prosegue:

“E’ ciò che emerge da innovativi esperimenti condotti negli ultimi mesi presso la Ecole Nationale Supérieure de Techniques Avancées (ENSTA) di Parigi: gli studiosi francesi difatti hanno elettrizzato tratti di atmosfera ottenendo così al suo interno delle specie di “corsie preferenziali” attraverso cui far scaricare i fulmini.

Durante l’esperimento, condotto all’interno di un complesso militare nei dintorni di Tolosa, è stato utilizzato un potente laser, capace di ionizzare l’aria fino a creare dei corridoi in cui far “scivolare” le saette: grazie alla sua enorme potenza, dell’ordine di miliardi di watt, il fascio laser utilizzato e infatti in grado di strappare alcuni elettroni alle molecole d’aria (le molecole assumono quindi una carica positiva), che quindi si trasformano in irresistibili zone di attrazione per le cariche negative che compongono il fulmine.

Nel corso dell’esperimento è stato puntato il potente fascio laser su alcuni bersagli posti a circa due metri di distanza l’uno dall’altro e, attraverso l’emissione di potenti scariche elettriche, sono quindi stati ricreati nell’ambiente dei fulmini artificiali: ebbene, le saette sono andate a colpire con incredibile precisione i bersagli illuminati dal laser, incanalandosi nel percorso privilegiato disegnato proprio dal laser.

Insomma, non si tratta certo di controllare il clima o dominare gli agenti atmosferici, ma questo eccezionale esperimento apre quanto meno la strada a una più agevole gestione di alcuni fenomeni meteorologici assai violenti quali, appunto, i fulmini”, conclude Giuliacci con toni rassicuranti. FONTE

La Commissione Europea pubblicò nel 2004 :

Una nuova tecnica laser aumenta le prospettive di pioggia su richiesta


Un team di ricercatori provenienti da Francia, Germania e Svizzera ha usato una tecnica laser per provocare la pioggia nell’atmosfera libera. Questa tecnica, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista Nature Photonics, potrebbe essere usata per studiare la creazione delle goccioline nelle nuvole e potrebbe persino offrire un nuovo modo per aprire la volta celeste. 

Controllare il tempo è sempre stata una delle ambizioni del genere umano. Per tutta la storia dell’umanità sono stati fatti sforzi enormi per trovare il modo di creare la pioggia. Più recentemente, gli sforzi per incoraggiare la caduta della pioggia (o eliminare la nebbia) si sono concentrati sull’uso di aerei o razzi usati per seminare le nuvole con particelle di sale o ghiaccio secco. Queste particelle funzionano come dei “nuclei di ghiaccio” intorno ai quali si possono formare gocce di pioggia. 

In questa recente ricerca, condotta dal dott. Jérôme Kasparian dell’Università di Ginevra in Svizzera, uno strumento unico chiamato Téramobile, ha usato impulsi laser molto potenti e ultra-corti per generare “filamenti ionizzati autoguidati”. Questi ioni hanno indotto la condensazione prima in una camera nube e poi in una fredda sera d’autunno nei cieli sopra la capitale tedesca, Berlino. In esperimenti di follow up in laboratorio, il team ha esplorato i meccanismi dietro tale processo, compresa la chimica foto-ossidativa e gli effetti elettrostatici. 

”Si tratta del primo esperimento che dimostra che un laser è in grado di generare la condensazione”, ha spiegato il dott. Kasparian. Il suo team è convinto che la tecnica al laser potrà essere usata per modificare le condizioni meteo locali. “La reazione che abbiamo ottenuto costituisce il primo passo nella formazione della pioggia e prevediamo la possibilità di sostituire le tecniche attuali”, ha aggiunto. 

I ricercatori speravano di imitare il ruolo della polvere e del polline come “semi di gocce” nel processo di condensazione usando ioni generati tramite laser. Prima hanno diretto gli impulsi laser verso nuvole generate in una camera sperimentale. In questo esperimento, gli ioni servivano da “ganci” per l’umidità e si poteva vedere una traccia di condensazione lungo il percorso del laser. Ma le gocce erano troppo piccole per costituire un vero acquazzone; era più simile a una leggera nebbia. 

Quindi, il team ha lanciato gli impulsi laser di Téramobile direttamente in aria in un freddo pomeriggio durante il quale era stato registrato un tasso di umidità di circa il 90%. Hanno poi fatto delle misurazioni LIDAR (light detection and ranging) per monitorare il contenuto di aerosol nell’atmosfera e hanno osservato i cambiamenti delle condizioni atmosferiche: la visibilità è diminuita, il tasso di umidità è salito fino al 93% e la concentrazione di aerosol di acqua è aumentata. 

”Abbiamo dimostrato sperimentalmente che filamenti autoguidati generati da impulsi laser ultra-corti possono favorire la condensazione dell’acqua, anche in un’atmosfera libera sotto-saturata”, conclude lo studio. “Il fenomeno fornisce un nuovo strumento interessante per la caratterizzazione da lontano dell’atmosfera umida e della formazione delle nuvole. Potrebbe inoltre fornire il potenziale per influenzare o provocare le precipitazioni usando laser sempre in funzione invece di razzi”. 

Il prossimo passo per il team consiste nel raffinare la loro tecnica e produrre più pioggia.

Per maggiori informazioni vedi qui

La Darpa, agenzia di ricerca che fa capo al Pentagono, segnala il suo progetto denominato Nimbus. Il programma prevede di acquisire la capacità di innescare e controllare fulmini.



“I fulmini possono causare ritardi nelle operazioni, interrompere le comunicazioni, distruggere beni, e in generale una minaccia mortale per il personale militare. Mentre il fulmine è stato studiato in modo intermittente per decenni, domande critiche restano su come e perché l’illuminazione inizia, come si diffonde, e come attacca gli oggetti. Poco chiaro è anche, come un fulmine genera i suoi componenti ionosferici come elfi, folletti e giganteschi getti blu, ( vedi qui ) o come si collega al circuito di carica globale.Nimbus è un programma di scienza fondamentale incentrato su come ottenere una comprensione globale del processo di fulmine, le emissioni associate (come i raggi X), ed i suoi componenti della ionosfera per proteggere meglio le truppe,gli ordigni, e altre attività militari.

Questo programma darà intuizioni ad altri fenomeni elettromagnetici ad alta corrente ad alta tensione.”


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