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Meningite: epidemia di un business...





Quando la realtà supera la fantasia: Ordinano ceppi batterici e virali , se li fanno arrivare col corriere espresso, in maniera “sicura” e anonima


Marcello Pamio

Toscana sempre sul podio
Nella nota regione rossa del piddì accadono le cose più incredibili: dal burattinaggio dell’ex premier, ai bambini vegani malnutriti (che vegani non lo sono mai) tutti ricoverati al Meyer di Firenze, per arrivare alle stranissime epidemie di meningite...
Andiamo per ordine altrimenti non è possibile seguire il filo rosso.

Menarini Industrie
A Firenze ha sede la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite.
Anche se pochi la conoscono stiamo parlando della prima azienda farmaceutica italiana con 16.600 dipendenti, 14 stabilimenti produttivi nel mondo e vendite in 100 Paesi.
Il fatturato della società gestita della famiglia Aleotti supera i 3,3 miliardi di euro all’anno.
La famiglia ha avuto qualche problema giudiziario, visto che il tribunale di Firenze ha condannato a 10 anni e 6 mesi Lucia Aleotti, presidente della società, e a 7 anni e sei mesi il fratello Alberto Giovanni, vicepresidente, a conclusione del processo che li vedeva a giudizio per accuse di frode fiscale, riciclaggio e corruzione. Alla società infine sono stati confiscati oltre un miliardo di euro.[1]
Secondo gli inquirenti per ben 26 anni (1984-2010) Alberto Aleotti avrebbe usato società estere fittizie per l’acquisto dei principi attivi con lo scopo di far aumentare il prezzo finale dei farmaci, grazie a una serie di false fatturazioni.[2]
Non c’interessano le vicende della famiglia, ma semmai cercare di capire cosa sta realmente succedendo in Toscana per quanto riguarda la meningite.
Un tassello interessante è che il gruppo farmaceutico fiorentino ha investito da poco 100 milioni di euro nello sviluppo di una tecnologia innovativa che punta a velocizzare i tempi di produzione dei vaccini, tra i quali proprio quello antimeningococcico.
L’operazione avviene attraverso la creazione di una joint venture, battezzata VaxYnethic, tra la controllata Menarini NewTech e la BiosYnth di Rapolano Terme (Siena), azienda pioniera nelle tecnologie per la produzione di vaccini coniugati.
La BiosYnth è una azienda di ricerca nell’ambito vaccinale per la meningite...



Epidemia di un business
Nessuna autorità ha saputo spiegare (per ovvi motivi) come mai in Toscana sembra esserci una epidemia. Il “sembra” è obbligatorio perché non è mai stata ufficialmente dichiarata tale.
In Italia, secondo il direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Gianni Rezza, ogni anno ci sarebbero 1000 casi di infezione da meningite.[3]
E il 10% delle persone colpite non sopravvive.
Segnalazioni allarmanti a parte, amplificate magistralmente dai giornalisti di Regime, non c’è stata un’escalation di meningite, almeno in Italia: “Il numero totale dei casi di meningite, dovuti anche agli altri germi, è passato da 1.479 nel 2014, a 1.815 nel 2015 e a 1.376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato.[4]
Va a questo punto precisato che le meningiti possono essere provocate da batteri, virus, farmaci e funghi.
Quindi nonostante le notizie terrorizzanti dei media, a livello nazionale i casi di meningite sono addirittura calati. Ad eccezione però della Toscana…

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2002 i casi di meningite in Toscana sono stati 22, di cui 3 da meningococco C. Nel 2004 ci sono stati 27 casi, di cui 11 da meningococco C. Nel 2005 invece 36 casi, di cui 17 da meningococco C e nel 2015 ben 31 casi, di cui 26 da meningococco C.
A differenza delle altre regioni la Toscana ha un trend in crescita, soprattutto del ceppo batterico più pericoloso, il C. Come mai?
Non se ne capacita neppure il direttore dell’Istituto di sanità. “Non si riesce a capire” infatti dice Giovanni Rezza. “In Toscana da gennaio si è osservato un incremento importante di casi di meningite. E sicuramente l’aumento inatteso dei casi in un’area limitata della regione ha costituito un fatto anomalo”.
La Toscana quindi senza dubbio rimane la regione più anomala…

Chi guadagna con la meningite?
In Italia sono diversi i vaccini usati per la meningite.
Meninvact della Sanofi Pasteur MSD, Menjugate della Novartis, Meningitec della Nuron Biotech, il Nimenrix della Pfizer e Menveo della GSK.
Oltre alla Menarini Industrie vista prima è assai interessante sapere che a Siena, quindi sempre in Toscana, hanno sede anche la Novartis Vaccines and Diagnostics Srl, produttrice del Menjugate (meningoccico gruppo C coniugato) e la GlaxoSmithKline Vaccines Srl produttrice del Menveo (meningococcico coniugato del gruppo A, C, W135 e Y).
Bisogna dire che è stato un gran colpo di culo per la Menarini, la Novartis, la GSK, la Pfizer l’epidemia di meningite proprio in Toscana…

Global Health Security Agenda
Ne ho già parlato in passato ma è bene comprendere il vero motivo per cui oggi i vaccini in Italia non si possono mettere in discussione: l’ordine arriva da Washington!
E i medici che (giustamente) li sconsigliano rischiano addirittura la radiazione dell’ordine.
La spiegazione arriva nel 2014 da un comunicato ufficiale dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco: l’Italia nei prossimi cinque anni (2014-2019) guiderà le strategie e le campagne vaccinali nel mondo intero. È stato deciso dal Global Health Security Agenda (GHSA), l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale.
“Dobbiamo intensificare - dichiara il presidente dell’AIFA Pecorelli - le campagne informative in Europa, dove sono in crescita fenomeni anti vaccinazioni.”
Ecco qual è il motivo dell’attuale vergognosa campagna di accanimento contro le persone e i medici che obiettano le vaccinazioni pediatriche.
Non si può certo accettare, almeno fino al 2019, che si metta in crisi l’Agenda.
Effettivamente sarebbe alquanto umiliante per l’Agenda per la Sicurezza sanitaria globale un aumento del dissenso vaccinale in Italia...



Vaccini e la propaganda mediatica
Il terreno sotto i piedi dell’establishment medico-scientifico sta letteralmente tremando perché sempre più persone stanno comprendendo che forse il rapporto rischio-benefici dei vaccini non è proprio come ce lo raccontano...
Per ovviare a tale pericolosa situazione a Roma il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il medico ed ex attore Walter Ricciardi, assieme alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha organizzato un corso intitolato: “Vaccini e Vaccinazioni il ruolo dei media nella tutela della salute pubblica”.
Il corso gratuito è stato fatto passare per un vademecum dedicato ai giornalisti che si occupano di salute quando invece si è trattato di un vero e proprio indottrinamento.
Organizzano un corso per giornalisti perché per il Sistema è fondamentale mantenere il controllo assoluto delle informazioni. E purtroppo leggendo un qualsiasi giornale o guardando qualsiasi trasmissione televisiva l’obiettivo è stato raggiunto alla perfezione.
Il Quarto Potere la stampa, da cane da guardia controllore degli altri tre poteri (legislativo, giudiziario ed esecutivo) è diventato un micione addormentato.



L’emblematico caso Merial
L’ultimo tassello arriva dal caso Merial.
Oggi grazie alla propaganda cinematografica della massonica Hollywood siamo abituati mentalmente a pensare che virus e agenti infettivi vengono portati fuori da laboratori di massima sicurezza da parte di scienziati corrotti e venduti.
La realtà sul traffico di virus purtroppo supera la più fervida fantasia.
A fare luce sull’inquietante traffico di agenti patogeni è stata la Homeland Security, il ministero creato dopo l’attacco alle Torri Gemelle per stroncare nuovi attacchi agli Stati Uniti.
Nel loro mirino è finita un’attività ad alto rischio: l’importazione di virus negli States.

Fondamentale per l’indagine è la testimonianza di Paolo Candoli, manager della Merial, la branca veterinaria del colosso Sanofi: l’uomo ha patteggiato l’immunità in cambio delle rivelazioni sul contrabbando batteriologico.
Ai detective ha descritto come avveniva la spedizione illegale in Italia di un ceppo dell’aviaria, pensate, tramite corriere DHL!
Gli investigatori sin dai primi accertamenti si rendono conto di avere davanti uno scenario da incubo. Infatti, sottolineano i carabinieri, l’arrivo del virus in casa Candoli coincide con l’insorgenza nel Nord Italia, a partire proprio dal 1999, della più grossa epidemia da virus H7N3 di influenza aviaria sviluppatasi negli allevamenti in Italia e in Europa.[5]
Oltre all’aviaria possiamo metterci dentro la Sars, la suina e tutte le altre pandemie più o meno inventate.

Conclusione
La strategia è diabolicamente perfetta.
Ordinano ceppi batterici e virali dall’altra parte del mondo, in posti dove i controlli non esistono, se li fanno arrivare addirittura col corriere espresso, quindi in maniera “sicura” e anonima. E cosa ne fanno dei virus?
Vengono usati per creare vaccini da una parte, anticipando così la concorrenza, e magari dall’altra finiscono sbadatamente nell’ambiente per creare quell’epidemia che sarà poi “curata” con i loro farmaci miracolosi e soprattutto disponibili…
Un guadagno multimiliardario assicurato!
Questo purtroppo è stato più volte documentato nella storia e forse accadrà ancora in futuro.
Quindi in Toscana cosa sta realmente succedendo?
Ovviamente non lo sappiamo e non vogliamo nemmeno pensare che qualcuno stia speculando sulla vita di migliaia di persone solo per qualche miliardata di euro.
Sappiamo anche però che la realtà supera spesso ogni più fervida fantasia e che a pensare male si fa peccato ma spesso non si sbaglia….

fonte: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1751820921811829&set=a.1380590648934860.1073741827.100009518136064&type=3&theater

http://www.thelivingspirits.net/eccessi-di-scienza/marcello-pamio-meningite-epidemia-di-un-business.html

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