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Quando ci ammaliamo per le cose che non diciamo





Negli ultimi tempi stiamo prendendo sempre più consapevolezza su quelli che sono i disagi emotivi e di come il nostro corpo riesca a trasformare in malattia fisica uno stato psichico.




Si chiama psicosomatica e spesso possiamo ammalarci per le emozioni inespresse, per le cose che ci portiamo dentro e taciamo, anche con noi stessi.

Per gli scettici della psicosomatica, le evidenze scientifiche non mancano. Prendiamo l’esempio di emozioni negative inespresse e covate come rancore e rabbia. La rabbia o il risentimento se inespressi, tendono a diventare sentimenti cronici; rabbia e risentimento sono considerati fattori di rischio di cardiopatia.

Carsten Wrosch*, dell’Università di Concordia (Canada), si è occupato di analizzare la relazione tra il risentimento e la qualità della vita e ha notato che, quando queste emozioni permangono per troppo tempo, predispongono l’organismo a modelli di instabilità biologica. Si registrano effetti sul sistema endocrino (squilibri ormonali), sul metabolismo, sul sistema immunitario e su diversi organi.


Quando ci ammaliamo per le cose che non diciamo

Le persone usano diverse strategie di coping per affrontare gli eventi stressanti della vita. Le tecniche per imparare a riconoscere ed esprimere con coerenza il bagaglio emotivo che ci portiamo dentro sono diverse ma nella pratica quotidiana non tutti riescono ad applicarla. La verità è che pochi di noi si pongono le giuste domande: cosa voglio, perché ho compiuto quella determinata azione, perché non riesco a portare a termine una missione… Oppure, anche interrogandosi, pochi riescono a trovare dentro di sé le risposte.

Per gestire le emozioni negative vi sono tre tecniche:
Mindfulness
E’ la forma laica della meditazione di consapevolezza, derivante dalle antiche tradizioni buddiste orientali. Questa tecnica si basa sull’essere sempre consapevoli del presente, momento per momento.
Reappraisal
E’ una tecnica che mira sempre a trovare il modo di re-interpretare gli eventi negativi e assegnargli un significato positivo.
Emotion Suppression
Le emozioni negative vengono compartimentate e messe da parte.



Molti, inconsapevolmente, applicano la terza strategia che è anche la meno funzionale: sentimenti ed esperienze negative non vengono elaborati e restano inespressi, in sospeso nella mente. E’ in queste circostanze che il disagio emotivo può trasformarsi in malattia.
Atteggiamento egodistonico

Le emozioni inespresse più pericolose sono quelle che taciamo anche a noi stessi. L’atteggiamento egodistonico è comune in molti disturbi di personalità ma è vissuto all’ordine del giorno anche da chi ha una scarsa auto-consapevolezza. Si dice egodistonico qualunque comportamento o idea che non sia in armonia con i bisogni dell’Io.

Chi non è in contatto con i propri desideri più profondi non sempre riesce a fare le scelte migliori per sé. Prendiamo l’esempio del narcisista, questa persona basa le sue scelte personali esclusivamente per rafforzare la sua immagine. Il narcisista può frequentare circoli di tennis importanti solo per lo status simbolo che rappresentano pur non apprezzano davvero questo sport, risultato? Investirà una buona parte del suo tempo a fare qualcosa che non soddisfa il suo io.

Nella pratica quotidiana, quando pensiamo una cosa e ne diciamo un’altra oppure quando sentiamo una cosa e ne facciamo un’altra, non siamo coerenti con i nostri bisogni (vuoi per paura del rifiuto, vuoi per paura del giudizio altrui…) e così nascono in noi squilibri emotivi che “ci fanno ammalare”.
Disturbi fisici correlati a disagi emotivi

Una respirazione corretta elimina il 70% delle scorie depositate nei tessuti, aumenta l’apporto di ossigeno nell’organismo ripristinando il corretto metabolismo cellulare e sciogliendo i blocchi emotivi impressi nel corpo e le tensioni muscolari. Guardate un po’…. chi custodisce sentimenti di solitudine e tristezza inespressi, tende a eseguire respiri poco profondi danneggiando inconsapevolmente il proprio organismo.

Molti problemi digestivi sono correlati a una cattiva gestione della rabbia e questo lo abbiamo già visto nell’articolo Reprimersi quando si è arrabbiati, cosa succede.

Chi coltiva insicurezze, senza rafforzare la propria autostima, tende a soffrire di mal di testa e dolori al collo, il motivo? L’atteggiamento di chiusura verso il mondo.

Le paure inespresse innescano stati d’ansia. Quando l’ansia interferisce con i muscoli involontari del nostro corpo, possiamo avere diversi disturbi che coinvolgono la muscolatura liscia (vale a dire capillari, vene, arterie, bronchi, sistema urogenitale, intestino…), possiamo quindi soffrire di dolori addominali, acidità di stomaco, diarrea, spasmi e dermatite atopica. E’ chiaro che la gran parte di sintomi psicosomatici nascono a causa dei timori che coltiviamo dentro senza neanche provare a esprimerli.

Riconoscere le emozioni, momento per momento, è un passo fondamentale per liberarsi dai disturbi psicosomatici: prima di poter esprimere un’emozione, dobbiamo riuscire a riconoscerla! Non possiamo esprimere paura se non sappiamo di provarla, ecco perché bisogna lavorare di introspezione. Per approfondire quali emozioni ci provocano diversi disturbi fisici, vi rimando agli articoli:
Psicosomatica della sciatica
Non si parla solo di mal di schiena, si parla soprattutto di ansie e paure.
Gli effetti delle emozioni sul muscolo Psoas e sulla nostra salute
Parliamo di tristezza, chiusura verso il mondo, timidezza e depressione.

http://psicoadvisor.com/ci-ammaliamo-le-cose-non-diciamo-4773.html

* Wrosch, C., Bauer, I., Miller, G. E., & Lupien, S. (2007). Regret intensity, diurnal cortisol secretion, and physical health in older individuals: Evidence for directional effects and protective factors. Psychology and Aging, 22, 319-330.

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