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All'Expo 2015 di Milano si dovrebbe celebrare il cibo italiano genuino e sostenibile: ma allora cosa c'entra Monsanto?

Il 1 maggio è stato finalmente inaugurato a Milano l'Expo 2015, dopo tante polemiche e scontri di piazza. Il premier Matteo Renzi ha dichiarato "Oggi inizia il domani,
scoprite il sapore dell'Italia". Infatti la più discussa e osteggiata manifestazione del momento è nata proprio con l'intento di celebrare, far conoscere ed apprezzare il buon cibo italiano, quello vero, genuino e sostenibile.






L'augurio di Papa Francesco: all'Expo globalizziamo la solidarietà



Queste le parole con le quali lo stesso Papa Francesco ha accolto l'apertura della manifestazione. L'Expo in effetti potrebbe avere l'indiscusso vantaggio di esportare in tutto il mondo e allo stesso tempo importare progetti sostenibili legati all'alimentazione, vera e propria piaga in molti paesi del pianeta. E' a questo punto però che sorgono i primi dubbi sui partecipanti.




Coca Cola, Nestlé, McDonald, Starbucks e Monsanto: ecco i finanziatori Expo 2015 del buon cibo italiano

Molti dubbi sulla reale mission della manifestazione sono nati quando si è saputo il nome degli sponsor. Tra questi i colossi americani di un certo tipo di alimentazione che di certo non si può definire genuina e sostenibile. Basta fare qualche nome per rendersi conto dei probabili interessi nascosti dietro le belle parole degli organizzatori: Coca Cola, McDonald, Nestlé e soprattutto Monsanto, da sempre al centro delle polemiche e delle manifestazioni di protesta a causa delle loro politiche decisamente a sfavore dei lavoratori e del cibo sano e non modificato geneticamente. Forse gli organizzatori non sanno che la Coca Cola è stata accusata del prosciugamento delle risorse idriche nei paesi in cui ha installato le sue fabbriche di produzione. Forse gli organizzatori non sanno nemmeno che McDonald è al centro di uno scandalo internazionale perchè imbottirebbe la carne con ormoni.


Monsanto: il colosso tritatutto dietro la sostenibilità dell'Expo 2015



La presenza indubbiamente più discussa a questa manifestazione è quella di Monsanto, multinazionale attaccata da più parti per via dell'ingerenza nei campi più disparati che ben poco hanno a che fare con la genuinità del cibo e del rispetto per l'ambiente. Tristemente famosa per l'invenzione e l'utilizzo dell'agente orange, terribile arma chimica della guerra del Vietnam, è la corporation per eccellenza nel settore degli ogm, cioè del cibo geneticamente modificato. La domanda che arriva da tutte le parti adesso, mentre i leader politici si rimpallano le responsabilità degli scontri tra le vie di Milano, è una sola: come si fa a parlare di cibo italiano esportabile e sostenibile con uno sponsor come Monsanto?

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