La Russia si stacca dal Trattato sulle Forze Armate Convenzionali

Cade un baluardo della diplomazia internazionale che resisteva dalla Guerra Fredda. Minaccia di una guerra nucleare non era così alta da 25 anni.


La Russia ha deciso che non parteciperà più a un gruppo di consulenza sul Trattato sulle Forze Armate Convenzionali in Europa, mettendo fine a una delle ultime modalità ancora esistenti con cui partecipava al trattato di sicurezza firmato nel 1990 al termine della Guerra Fredda.


“La Federazione Russa ha preso la decisione di interrompere la sua partecipazione alle riunioni del gruppo di consulenza a partire dall'11 marzo 2015”, si legge in un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri, presidiato da Sergei Lavrov.

Come conseguenza la Russia non parteciperà più attivamente al Trattato sulle Forze Armate Convenzionali, un patto pensato per garantire la sicurezza tra il blocco occidentale e le forze allineate alla Russia.

Secondo quanto dichiarato dal direttore del Centro Carnegie di Mosca, Dmitry Trenin, all'agenzia russa RIA Novosti, la decisione di Mosca di sospendere la sua partecipazione al Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa è un gesto diplomatico, simbolico, per dimostrare che un sistema comune della sicurezza in Europa non esiste.

Mosca ha anche annunciato che se lo vorrà installerà impianti nucleari nella repubblica di Crimea, la penisola annessa alla Russia per effetto di un referendum in cui la popolazione ha chiesto la secessione dall'Ucraina.

Il tutto mentre la minaccia di un conflitto nucleare è la più alta degli ultimi 25 anni, secondo l'opinione dell'Economist. Ci sono meno armi nucleari in circolazione, ma il pericolo di uno scontro su scala mondiale è più alto che mai, dice il settimanale britannico.

Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Cina, Russia, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord stanno continuando a sviluppare un arsenale atomico. E presto al gruppo si unirà anche l'Iran, che sta sviluppando un programma di arricchimento dell'uranio che sostiene serva esclusivamente a scopi civili.

Ridurre la proliferazione nucleare, come 40 leader mondiali si sono ripromessi qualche anno fa in un vertice a Washington, non basta: le principali potenze nucleari al mondo dovrebbero avviare nuovi negoziati, per far si che l'arma atomica non venga più considerata come un'arma nelle trattative di relazione internazionale.

Il trattato CFE (in inglese 'Treaty on Conventional Armed Forces in Europe') è un accordo firmato a Parigi dai 22 paesi membri della Nato e dai paesi membri dell'ex-Patto di Varsavia. Stabilisce un accordo di sostanziale equilibrio fra armi convenzionali e armamenti tra le nazioni dell'est e dell'ovest europeo.

Fonte: wallstreetitalia.com - http://www.ecplanet.com
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