Apocalisse finanziaria alle porte: stretta monetaria Usa e default italiano

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New York – Prezzo delle case sopra le attese, fiducia dei consumatori sopra le attese, tasso di disoccupazione in diminuzione! Con questi dati fino a quando la Federal Reserve continuera’ a stampare 80 miliardi di dollari al mese?     Noi pensiamo poco, il prossimo dato che sorprenderà i mercati sara’ il dato sull’inflazione americana che costringerà Bernanke ad una stretta monetaria prima che la situazione gli sfugga di meno.
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L’indice dei prezzi delle case di giugno in USA e’ aumentato del 2% mentre la Fed si aspettava solo un 1%, il tasso di disoccupazione sta diminuendo ed il combinato disposto dei due fattori spingerà inevitabilmente al rialzo i prezzi di tutti i beni. Bernanke sa di essere seduto su una polveriera e che la sua immagine di illuminato innovatore della Finanza mondiale rischia di trasformarsi presto in quella del creatore dell’ultima “bolla”, la piu’ grande e terrificante di tutti i tempi.
Non vorrebbe essere lui a forarla con una punta di spillo ma i suoi colleghi della Bundsbank gia’ lo pronosticano e sono pronti ad un rialzo generalizzato dei tassi. Ed il governo italiano? Brancola nel buio piu’ assoluto. Il 21 aprile da Direttore Generale della Banca d’Italia Saccomanni dichiarava “lo spread e’ ancora troppo alto: dovrebbe essere 100″; con la sua entrata al Tesoro lo spread e’ rimasto intorno a 250, perche’?
Perche’ Saccomanni mente sapendo di mentire, con un debito pubblico superiore al 130% del PIL il rialzo dei tassi mondiali peserebbe piu’ che proporzionalmente sulla capacita’ dell’Italia di produrre ricchezza, le alte tasse farebbero il resto drenando la maggior parte delle risorse del paese verso il pagamento degli oneri finanziari o la spesa improduttiva.
Il “tiriamo a campare” di andreottiana memoria e’ diventato la filosofia di vita di politici ed economisti di regime che hanno una visione sul futuro limitata alle prossime 24 ore o alla prossima sentenza su Berlusconi. Le banche tedesche, allertate dalla Bundesbank, sono pronte a rialzi generalizzati del costo del denaro e presto limiteranno la loro, gia’ bassa, esposizione ai paesi periferici.
A quel punto Mario Draghi non potra’ fare molto: di fronte alle tensioni inflazionistiche non potra’ continuare a sovvenzionare le banche italiane che entreranno presto nella spirale di portafogli rigonfi di BTP a prezzi troppo alti e difficoltà nel finanziarsi.
apocalisse finnaziaria
Cosa suggerira’ Mariuccio Draghi? Aumenti di capitale e raffica? E chi li sottoscriverà? Dopo MPS nessuno piu’ firmera’ una clausola “indemnity” e gli investitori stranieri si manterranno alla larga. (Questo porterà ad un’unica via d’uscita che si chiama default del debito pubblico italiano con la conseguenza immediata del fallimento a catena di tutte le maggiori banche del Paese. – max parisi)
(dagospia)
Fonte: http://ilnord.it/c-1296_APOCALIS

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